Natura sul cammino di San Giacomo nella Provincia di Bolzano

Meraviglie della creazione lungo la via di pellegrinaggio

 

Le tappe del Cammino di S. Giacomo nella Provincia di Bolzano percorrono tutte le vallate importanti: cominciando dalla Pusteria oppure dall’Alta Val d’Isarco, si attraversano la Val d’Isarco, la zona del Renon, il tratto da Bolzano a Merano e la Venosta fino al confine svizzero presso Tubre in Val Monastero.

In media l’altitudine del Cammino lungo il suo percorso è maggiore di 1.100 m – dal punto più basso a Bolzano con 262 m fino al più elevato al Passo del Brennero a 1.370 m. Ognuna delle sette tappe descritte possiede particolari caratteristiche ed offre al pellegrino la possibilità di scoprire le numerose meraviglie della Creazione lungo la via di pellegrinaggio. Aridi pendii soleggiati, freschi ed ombrosi boschi e zone umide - la varietà del paesaggio lungo il Cammino di S. Giacomo offre preziosi ambienti per la vita ed il ricovero di numerosi animali e piante.

Anche l’acqua come fonte di vita assume grande importanza lungo il Cammino. La regione è particolarmente ricca di sorgenti sgorganti, scroscianti ruscelli e placidi fiumi, come di limpidi laghi da sogno e dispone, grazie all’ingegnosa rete delle rogge, antica di secoli, di un efficiente sistema d’irrigazione, che ha reso possibile la fertilità e i ricchi raccolti della Venosta.

 

Percorrere il Cammino di S. Giacomo in Alto Adige, non significa solo muoversi, il pellegrinaggio è anche viaggio spirituale interiore ed esteriore. Indipendemente dal percorso storico del Cammino, negli ultimi anni tutte le tappe importanti in Alto Adige sono state contrassegnate e sono fruibili per i pellegrini. Accanto alla motivazione religiosa e spirituale del pellegrinaggio, ci si sposta lungo il Cammino di S. Giacomo attraverso l’affascinante natura sudtirolese, che, su una relativamente piccola superficie, offre un’impressionante varietà.

Questa pienezza ha diversi motivi: l’Alto Adige é situato alla congiunzione di due macroambienti naturali europei. Mentre le Alpi occupano gran parte del territorio provinciale, dal Sud si spingono, fin dentro le valli dell’Adige e dell’Isarco, specie pioniere della vegetazione della zona settentrionale del Mediterraneo. Non per nulla questa terra è spesso definita “Porta del Sud“. La varietà climatica e geologica dell’Alto Adige favorisce questa straordinaria biocenosi, che comprende oltre 30.000 specie animali e circa 4.000 vegetali. Gran parte di queste specie é così minuscola e non appariscente, che il pellegrino solo in rari casi le incontrerà. Altre invece, in particolare diversi alberi ed altri grandi vegetali, contribuiscono sostanzialmente al paesaggio dei singoli tratti di cammino e costituiscono caratteristiche tipiche delle zone attraversate.

 

L’abete rosso copre grandi superfici nelle zone climatiche più rigide lungo il sentiero. Le peccete sono quasi un compagno di strada per i viandanti in Pusteria, sul sentiero dall’Abbazia di Novacella fino al Brennero e in Alta Venosta. Nei tratti tra Bressanone e Merano invece le latifoglie assumono un ruolo d’importanza considerevole. Accanto alle fitte macchie sovramediterranee di roverella e carpino nero, nelle valli di Adige e Isarco si trovano, nei luoghi asciutti e ghiaiosi, anche boschi sparsi di pino, nei quali domina il pino silvestre.

Dove il Cammino di S. Giacomo corre lungo i maggiori corsi d’acqua, ricorrono latifoglie delle boscaglie alluvionali, che un tempo erano molto più diffuse. Salici, ontani e pioppi caratterizzano queste zone umide, dando solo una vaga impressione della primitiva grandezza e varietà dei boschi riparii in Alto Adige. Oltre il 90% della loro superficie attorno al 1900 è oggi andata persa. Gli ontaneti dell’Aurino (Ahrauen) in Pusteria, il delta del Valsura (Falschauermündung) presso Lana e in particolare l’ontaneto di Sluderno in Alta Venosta sono i relitti più significativi di questa preziosa biocenosi.

Solo pochi ambienti naturali lungo il Cammino in Alto Adige sono privi di alberi, poiché il sentiero corre al di sotto del limite boschivo. Importante esempio sono i prati magri rocciosi sul venostano Sonnenberg, che costituiscono un ambiente di steppa nel cuore delle Alpi. A causa delle scarse precipitazioni e dello strato sottile di terreno, in molti luoghi non è qui possibile la crescita degli alberi. Solo arbusti molto tenaci attecchiscono in questo ambiente, dominato da erbe e altre piante resistenti all’aridità, che rappresenta anche l’ultimo rifugio per numerose specie altamente specializzate in Alto Adige.

 

Gran parte dei luoghi attraversati dal Cammino di S. Giacomo in Alto Adige sono caratterizzati da zone agricole differenti. Mentre nelle regioni più fredde domina il verde dei prati da fieno e dei pascoli, nelle zone più miti e calde, frutteti e viticoltura occupano superfici rilevanti. Comune a tutte le colture è che la loro origine e diffusione è dovuta all’opera dell’uomo. A causa dell’intensificazione dell’agricoltura negli ultimi decenni, le coltivazioni estensive tradizionali vennero sempre più limitate ed oggi sono minacciate quanto gli ambienti naturali.

Altrettanto frequenti quanto le specie vegetali dominanti, lungo il Cammino vivono diverse specie animali molto diffuse in Centro Europa. Soprattutto uccelli tipici delle zone coltivate – dal merlo allo storno, fino al frequentissimo fringuello – accompagnano il pellegrino passo dopo passo. Accanto a questi, un attento viandante può scoprire anche numerose chicche del mondo animale e vegetale sudtirolese. A queste particolarità viene dato ampio spazio nei successivi capitoli, dedicati ai sette tratti del percorso, che hanno il compito di destare l’attenzione dei pellegrini per i miracoli della Creazione ai margini del sentiero. Perché chi percorre attento il Cammino di S. Giacomo in Alto Adige ed apre ed acuisce i propri sensi verso la Natura circostante, può scoprire numerose rarità. Così il pellegrinaggio diviene non solo un viaggio spirituale verso Santiago de Compostela e la parte nascosta del proprio Io, ma anche un’esplorazione in sconosciuti mondi della Creazione.